3 giorni di festeggiamenti per il 90° del Circolo Golf Venezia Storia, sport e convivialità

on 14 luglio 2018 Senza categoria and Tag: with 0 comments

 

Storia, sport e convivialità

Si annuncia una 3 giorni di festeggiamenti per la tappa storica del prestigioso e unico campo da golf di Venezia, nato nel 1928.

Venerdì 20 luglio mostra di foto d’epoca uscite dagli archivi del Circolo che scorreranno sugli schermi al Fondaco dei Tedeschi a Venezia commentate da Pietro Lando; sabato 21 luglio gara a 4 giocatori con aperitivo e cena per i soci al Circolo degli Alberoni e domenica 22 luglio gara a coppie.


Tra storia e curiosità

Festeggiare 90 anni ma sentirsi ancora giovani e pieni di entusiasmo!

E’ merito della stagione felice che sta vivendo il Circolo veneziano, che può fregiarsi a buon diritto del titolo del “primogenito” della regione e tra i più antichi d’Italia.

Pochi altri circoli, infatti, possono far risalire la fondazione al 1928 e l’apertura al 1930!

La leggenda vuole che sia stato l’americano Henry Ford, presidente della omonima casa automobilistica, il deus ex machina della costruzione di un percorso di golf al Lido di Venezia.

Sbarcato nel 1928 all’Hotel Excelsior con sacca e mazze al seguito, scoprì che né il Lido, né Venezia, potevano godere di un campo dove praticare quello sport in Italia ancora pressoché sconosciuto, in America invece già molto diffuso.

Esternando il suo disappunto all’amico, Conte Giuseppe Volpi di Misurata, uomo di grandi entusiasmi e all’epoca Presidente della CIGA (Compagnia Italiana Grandi Alberghi), Ford lo convinse a cercare al Lido il luogo opportuno dove progettare un campo all’altezza delle eleganti strutture già esistenti nell’isola.

Del resto, il Conte Volpi con una geniale idea, avrebbe dato vita nel 1930 al 1° Festival Internazionale della Musica, nel 1932 al 1° Festival del Cinema, nel 1934 al 1° Festival del Teatro, avvenimenti cultural-mondani che da allora ad oggi si susseguono al Lido con cadenza annuale o biennale. Addirittura, in occasione della Mostra del Cinema, che ogni fine estate vede sfilare in passerella stars da tutto il mondo, i premi al miglior attore e attrice, sin dalla nascita, ne portano la memoria, chiamandosi Coppa Volpi.

Quindi il Circolo Golf Venezia nacque proprio all’epoca che diede impulso alle grandi iniziative di rilancio dell’isola, che la resero famosa nel mondo.

L’area individuata da Volpi e Ford fu agli Alberoni, l’estremità a sud del Lido, adiacente alla bocca di porto di Malamocco, una zona di 100 ettari le cui caratteristiche naturali si presentavano similari ai links scozzesi, dove sabbia e vento avrebbero potuto rendere il gioco all’altezza delle tradizioni britanniche.

Nascosto tra il verde delle foglie che gli crescevano attorno e coperto da un prato che ne rivestiva le pendici, si trovava, ovviamente vincolato, il Forte Alberoni concepito già all’epoca della V guerra di Candia che la Repubblica di Venezia combatté contro i Turchi per mantenere il suo possesso sull’isola di Cipro (1645-1669).

Dunque attorno a quella antica fortificazione della Serenissima eretta per la difesa di Venezia e tuttora esistente, ad alloggi militari e scuderie per cavalli che costituiscono l’ossatura della attuale Club House, nel 1928 furono pertanto avviati i lavori sotto la direzione dell’architetto scozzese Cruikshank della Maxwell M. Hart di Glasgow, che disegnò le prime 9 buche, dotando finalmente il Lido di un intrigante par 35.

Fu inaugurato nel 1930 con una settimana di gare a cui parteciparono i primi 25 soci iscritti al nuovo Circolo, provenienti dalle famiglie nobili dell’aristocrazia veneziana.

Il luogo ospitò negli anni avvenimenti di particolare richiamo, e personalità autorevoli lo frequentarono. Resta il ricordo di un incontro nell’estate del 1934 tra Hitler e Mussolini, documentato da foto d’epoca che li immortala nella Club-House.

Personaggi come il Duca di Windsor, Henry Cotton, o l’attore Bin Crosby si cimentarono lungo il difficile percorso lidense, come ricorda Tullio Scarso, il primo maestro del Circolo che ebbe l’onore di giocare con loro negli anni Cinquanta.

Nel dopoguerra il gioco del golf prese piede anche in Italia, tanto che fu sentita l’esigenza di ampliare il campo, e su progetto dell’Architetto C.K. Cotton furono aggiunte le altre 9 buche, arrivando ad un impegnativo par 72, praticabile dal 1951.

A seguito dell’alluvione del 1966 che aveva obbligato alla chiusura dei pozzi che attingevano alla falda artesiana, vennero creati dei laghetti, veri e propri bacini per l’irrigazione del campo, alla buca 11, alla 13, e uno più piccolo tra i due.

Sotto la presidenza di Ottavio Croze furono eseguite ulteriori modifiche, in particolare in preparazione dell’Open d’Italia del 1974 l’Architetto Marco Croze apportò miglioramenti del campo lungo il percorso.

Importanti manifestazioni si sono succedute; dall’Open d’Italia del 1955, nel 1960 e nel 1974, all’incontro Usa-Europa (“Ciga-Hotels Golf Trophy”) del 1978 che ha visto la sfida tra Arnold Palmer (tuttora detentore del record, 5 sotto il par!) e Raymond Floyd contro Tony Jacklin e Baldovino Dassù, e del 1980 con la partecipazione di Lee Trevino e Jack Renner contro Severiano Ballesteros e Baldovino Dassù.

Il Vagliano Trophy del 1989 e del 2001, fino alle 4 edizioni dell’Italian Seniors Open nel 2004, 2005, 2006, 2007.

Nomi prestigiosi hanno lasciato la loro firma sull’albo d’oro del circolo; oltre ai già citati Arnold Palmer, Baldovino Dassù, Seve Ballesteros, si sono misurati sul campo del Lido il francese Gerry Watine – che all’Open del 2005 ha eguagliato il record di Palmer -, l’australiano Terry Gale, lo scozzese Sam Torrence, il nostro Costantino Rocca, ma anche attori-golfisti tra i quali Clint Eastwood e Sean Connery.

La gara di maggior prestigio, attesissima ad ogni stagione, è il “Leone di San Marco”, simbolo del circolo che, a partire dalla prima edizione del 1953 ad oggi, è uno degli appuntamenti più ambiti nel panorama golfistico italiano, in occasione della quale si sfidano ogni anno oltre 150 giocatori per contendersi l’ambito leone con la consueta formula medal al meglio delle 72 buche.

Diverse sono le particolarità del campo, insignito della Stella d’Argento al Merito sportivo nel 1976 e nel 1985 della Stella d’Oro e considerato tra i più belli d’Italia.

Dall’ampia selezione di alberi – pini marittimi, salici, pioppi e gelsi, – che ne costeggiano i fairways rendendo difficoltoso il gioco, al fondo sabbioso auto-drenante e capace di assorbire in poco tempo anche le piogge più scroscianti, consentendone la praticabilità per 12 mesi l’anno, ai venti di bora o scirocco che possono costringere a mutare improvvisamente le tattiche di gioco, uniti alle difficoltà intrinseche delle buche, sono tutte caratteristiche che rendono il Golf di Venezia uno dei più prestigiosi e difficili d’Italia.

Numerose le specie animali che lo abitano: dall’airone cenerino, ai fagiani, alle anatre.

La buca più originale continua ad essere la mitica 9; un par 3 cieco, costruito attorno ad un bastione del XVII secolo, con il green da raggiungere scavalcando l’ostacolo d’acqua frontale.

Fino al 1970, arrivati al tee di partenza della 9, si poteva chiamare per telefono il ristorante e ordinare il pranzo; i caddie, nel frattempo, dalla cima del terrapieno, segnalavano ai giocatori la posizione della bandiera, o se c’erano ancora giocatori sul green. In seguito fu messa una campana, che, in poco tempo venne avviluppata dagli alberi, tanto da essere sostituita poco dopo da una luce lampeggiante sulla sommità.

Michela Luce

Venezia, 10 luglio 2018