Flora e Fauna

A pochi passi dalla folla che si accalca
in piazza San Marco si estende a ridosso
del Golf di Venezia un’Oasi tutelata dal WWF,
polmone verde che racchiude flora e fauna
in via di estinzione. Si presenta come
una successione di dune che, dalla battigia
antistante la spiaggia, si elevano via via
verso l’interno, in dune embrionali, dune mobili
e dune stabilizzate (quelle meno soggette
all’erosione dei venti) fino al nucleo boschivo
più interno, caratterizzato da una pineta creata
da un rimboschimento del dopo guerra.

La Flora

Il nucleo dell’Oasi non esisteva fino al 1800, tanto che il mare arrivava a lambire l’antico Forte degli Alberoni. La spiaggia si formò dunque dopo la costruzione della diga della Bocca di Porto di Malamocco nel 1872, per effetto della azione dei venti e delle correnti marine. L’Oasi include una vasta pineta di pino domestico e pino marittimo, dove è in atto una riconversione a bosco di latifoglie di ornello e leccio. Nell’area verso il Golf attorno all’ottocentesca Batteria Rocchetta (in prossimità dell’attuale faro) circondata da un fossato, si estendono boschetti di pioppo bianco.

Ben visibile anche lungo il percorso di gioco è lo sparto pungente (il nome significa “amante della sabbia”), una graminacea a densi cespi, terminante con una pannocchietta giallo-argentea, che ha la funzione di consolidare grazie alle sue robuste radici le dune mobili, assorbendo l’acqua e trattenendo  sabbia.

 

La Fauna

Anche la fauna che si può incontrare lungo i fairways è molteplice: Oltre alle anatre che si muovono in comitiva arrivando fino in Clubhouse, fagiani, l’airone cinerino, ma possono avventurarsi lungo il percorso anche esemplari di fratino (un uccello che nidifica in mezzo alla sabbia), o il fraticello (a caccia di pesciolini lungo la spiaggia); la beccaccia di mare nei periodi di migrazione; il gruccione (uccello colorato proveniente dall’Africa); l’occhioccotto e lo zigolo nero che nidificano in pineta, o esemplare rarissimo il succiacapre, uccello crepuscolare che scenda al tramonto in cui volo è simile al falco.

Nelle aree boschive, il rigolo e il picchio rosso, picchio verde e l’upupa. Vicino alle zone di acqua dolce e ai fossati martin pescatore, garzetta e tarabusino. Non mancano neppure le specie anfibie, raganella e rospo smeraldino, oltre alle sempre più socievoli nutrie che cercano compagnia tra il green della 8 e vicino alle pozze della 10 e della 14.

Johann
Wolfgang
von Goethe
e gli Alberoni

Un ambiente che già aveva sedotto nei suoi viaggi in Italia anche lo spirito pre-romantico di J.W. Goethe, il quale trasportato da Venezia in gondola a Lido, durante una passeggiata sull’arenile, cosi lo descriveva: “ Sulla spiaggia del mare ho trovato diverse piante di cui i caratteri simili m’han fatto conoscere più da vicino le loro proprietà: esse sono tutte ad un tempo  grasse e robuste, succose e tenaci come piante alpestri, ed è chiaro che appunto l’antico sale del terreno sabbioso, e più ancora l’aria salsugginosa, dà ad esse tali proprietà.”

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